Piccoli pensieri

La verità è che per me l’Arte è un mistero impenetrabile. In tutte le sue forme, in tutte le sue espressioni.

Può commuovermi una pennellata, una nota, un verso. Sono diventata, specialmente negli ultimi tempi, completamente permeabile rispetto all’Arte. A teatro, ad un concerto, ad una mostra mi sento attraversare da emozioni che non riesco nemmeno ad identificare completamente. Io sono lì, so solo questo, a farmi travolgere, senza alcuna resistenza.

Vedere un’intera orchestra all’opera mi sembra qualcosa di divino, di ultraterreno; ogni volta mi chiedo come sia umanamente possibile tanta Bellezza, tanta perfezione.

Lo stesso dicasi per un dipinto. Mi sembra incomprensibile, impossibile. E più studio, più leggo, più osservo e più questa strana sensazione si fa intensa.

Cerco di interpretare le emozioni di chi sta dall’altra parte e, invece di penetrarle, ne vengo travolta. Mi franano addosso; macerie che ogni volta cambiano un po’ di me, forgiando una donna che a poco a poco si sta definendo.

E c’è questo: tutta questa Bellezza cambia le persone, le rende molto reattive all’Arte e meno sensibili al brutto, all’infimo, all’inutile. Poichè Arte e Bellezza possono essere cercati e trovati in ogni ambito della vita, credo che si possa pensare ad una funzione didattica del Bello.

D’altra parte la funzione didattica della Bellezza è nelle nostre radici culturali più profonde; a questo proposito, vi invito a leggere un bellissimo editoriale nel quale mi sono imbattuta; è di Marco Dallari e lo trovate qui. Una lettura che è una carezza leggera a mezzanotte, cioè nel momento in cui scrivo.

“Il contrario della bellezza non è la bruttezza ma la rozzezza culturale e l’ignoranza emozionale.