Quadernini di quartiere – Carrassi è in mostra

Se i bambini potessero “ridisegnare” il loro quartiere, come lo farebbero? E se, invece, potessero raccontare il loro affetto -sempre nei confronti del proprio quartiere-, tramite quali luoghi lo esprimerebbero?

Sono le domande che l’Associazione Fillide, tramite il progetto OCC (Officine Culturali quartiere Carrassi), ha rivolto ai bambini del XVI circolo “Monte San Michele” di Bari Carrassi, per l’appunto; ciò che ne è venuto fuori è il coloratissimo progetto “Quadernini di quartiere”.

Avevo già in mente da tempo di parlare qui sul blog di questa Associazione, perché ha un carattere veramente innovativo, partecipativo: si occupa di ricostruire la memoria storica del quartiere Carrassi e lo fa tramite tante belle iniziative di cui sicuramente vi racconterò più avanti.

“Quadernini di quartiere” è proprio una delle ultime iniziative: si tratta di una mostra che contempla circa 60 elaborati, 60 quadernini in cui ogni bambino racconta (la propria) Carrassi.

“Il progetto mira a sviluppare il senso di appartenenza e la consapevolezza dello spazio in cui si vive, a stimolare il pensiero critico grazie all’analisi di punti di forza e di debolezza del proprio quartiere, oltre ad incoraggiare l’espressione del proprio punto di vista nel proporre soluzioni migliorative.”

E viene fuori che, tra i luoghi del cuore, ci sono Parco 2 Giugno, la Chiesa Russa di San Nicola, numerose ville ottocentesche (lo avreste detto? Eppure…).

Desiderano, invece, i piccoli abitanti di Carrassi, un teatro, più verde, un parco acquatico, uno zoo, un museo. Più bambini con cui giocare.

Da uno dei quadernini

Non posso esimermi, a questo punto, dal menzionare mio figlio Giovanni: sul suo quadernino, lui immagina il Primo Cittadino Antonio Decaro, con tanto di fascia e sedia da sindaco, interrogare una sfera di cristallo. Nel futuro di Carrassi, fiori, alberi e benessere.

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro 🙂

A chi desiderasse vedere i Quadernini: la mostra sarà visitabile presso la scuola Monte San Michele, corso Alcide De Gasperi 343, per tutta la durata degli Open Days.

Esperienze condivise: una meravigliosa passeggiata

Torno dopo un po’ di tempo qui con un post diverso da solito, il resoconto di una esperienza che vuole essere un regalo ad un’amica. Buona lettura 🙂

Una ricerca scolastica sui monumenti di Bari è stata l’occasione per una passeggiata madre-figlio per il Borgo Antico e per altre zone significative della città.

Scoprire i luoghi-simbolo della propria città è per i bambini un’esperienza importante, crea radici, crea legame col territorio di provenienza. A maggior ragione, se questa esperienza viene vissuta con una persona importante nella sua vita.

Potrebbe essere un’idea particolare per trascorrere il pomeriggio della Festa della Mamma: una romantica passeggiata, arte, chiacchiere e magari una bella merenda.

Questo il nostro itinerario. Solo una bozza, le idee potrebbero essere davvero molte altre.

Siamo partiti dalla Chiesa Russa, in corso Benedetto Croce. Risale ai primi del XX secolo e fu edificata in un quartiere Carrassi in piena espansione. Di proprietà del Comune di Bari dal 1939, nel 2007 alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e del Presidente della Federazione Russa Dmitrij Medvedev fu consegnata alla Russia.

Proseguendo la nostra passeggiata per corso B. Croce, siamo arrivati in via Capruzzi e poi in Corso Cavour: qui siamo in pieno quartiere Murattiano, il centro di Bari, il cuore della vita commerciale della Città. Oltre che una zona pienissima di testimonianze storiche e architettoniche davvero uniche.

Mio figlio aveva fatto una lista di monumenti da fotografare: e senz’altro, su Corso Cavour, siamo partiti dal Teatro Petruzzelli, di cui avevo ampiamente parlato qui.

Ancora avanti, un imperdibile Teatro Margherita: inaugurato nel 1914 con nome di Kursaal Margherita, ha la particolarità di essere stato edificato su pilastri fondati nel mare del vecchio porto (per eludere il patto tra il Comune di Bari e la famiglia Petruzzelli secondo il quale non sarebbero stati edificati altri teatri sul suolo cittadino dopo il Politeama di Corso Cavour).

A questo punto arriviamo in Piazza del Ferrarese: accesso al Borgo Antico per eccellenza, la piazza prende il nome da quello in un mercante di Ferrara, proprietario di numerosi immobili in quella zona. La piazza si affaccia sul Lungomare Imperatore Augusto e proprio da qui parte la rampa per l’accesso a via Venezia, la Muraglia di Bari (altra tappa fondamentale della passeggiata). La vista di Bari dalla Muraglia è qualcosa di indimenticabile: il lungomare, il porto vecchio, la storia della città che si apre agli occhi dello spettatore.

Baluardo della Muraglia è il Fortino di S. Antonio, costruito tra XV e XVI secolo. Dobbiamo il suo aspetto attuale all’opera di Isabella D’Aragona, che lo riportò alle sembianze originali dopo i vari rimaneggiamenti che l’avevano caratterizzato.

Da una stradina che parte dalla Muraglia ci ritroviamo in Piazza Mercantile e, a questo punto, in piena Bari Vecchia, affascinante concentrato di storia, tradizioni, religione, costumi popolari.

Ci dirigiamo direttamente verso le grandi chiese: sono nella nostra lista e dobbiamo fotografarle!

La basilica di San Nicola: se cercate un esempio paradigmatico di romanico pugliese, l’avete trovato. Siamo in piena epoca normanna: la Basilica fu edificata per custodire le reliquie di San Nicola, traslate da sessanta marinai baresi da Myra nel 1087.

Ancora avanti: siamo alla Cattedrale, San Sabino. Abbiamo un meraviglioso rosone da fotografare. Edificata nel XIII secolo sulle rovine di un duomo bizantino, la Cattedrale rappresenta un altro ottimo esempio di romanico pugliese.

La nostra passeggiata sta per concludersi, siamo anche un po’ stanchi di camminare. Però ci manca ancora un monumento molto molto importante, e ci siamo davvero vicini: il Castello Normanno Svevo.

Voluto dal re normanno Ruggero II, fu edificato durante la prima metà del 1100. Distrutto, fu ricostruito e ampliato da Federico II nel 1233. Ha chiaramente subito numerosissimi rimaneggiamenti del corso dei secoli, tuttavia conserva tutto il fascino delle origini.

Che lunga e bellissima passeggiata! Storia, arte e architettura con mio figlio curioso e rapito. Che meraviglia! Ci meritiamo un bel gelato ora 😊

“Letti di notte” alla Biblioteca dei Ragazzi di Bari

Così come è successo in tutta Italia, anche a Bari lo scorso sabato 18 giugno si è celebrata la “Notte bianca dei lettori e del libro”. Un appuntamento che, dal 2013, si rinnova dovunque sempre con crescente entusiasmo.

In una città attenta all’infanzia come Bari, non potevano mancare iniziative dedicate ai bambini in questa giornata: ed ecco “Letti di notte”, presso la Biblioteca dei Ragazzi e delle Ragazze di Parco 2 Giugno.

Una serata magica, in cui tanti bambini si sono riuniti per ascoltare storie e costruire una città.

Sì, perché il tema della città è stato il filo conduttore di tutta la serata. La città intesa come luogo di aggregazione, di scambio; ma anche di accoglienza e di rifugio. Un luogo per conoscere la propria e le altrui culture.

La Biblioteca dei Ragazzi di Bari è già di per sé un luogo magico; un’oasi per l’infanzia nella bella cornice di Parco 2 Giugno, dove spessissimo si organizzano letture animate, giochi e spettacoli.

Ma di notte, a lume di candela, l’atmosfera diventa davvero fiabesca.

In giardino, 5 tavoli numerati e illuminati solo da una candela, designavano i 5 punti di lettura. Per cominciare, bambini e genitori venivano smistati per i vari punti.

Al lume di una piccola torcia e dopo aver atteso il suono di una campanella che segnava l’inizio delle letture, ogni narratore iniziava a leggere ai bambini una bellissima storia. Impossibile staccare lo sguardo dai volti dei piccoli: completamente rapiti dalla narrazione e persi in mondi fantastici.

Letture

Dopo 3 minuti, un nuovo suono di campanella segnalava che era arrivato il momento di cambiare tavolo, di ruotare per ascoltare un’altra storia. Non prima, però, di aver preso una lanterna a forma di casetta o di palazzo e averla portata al centro del giardino per formare la città. E questo per 5 volte, al termine di ognuna delle storie.

la città prende forma

Dopo la quinta campanella, ogni bambino -con la guida dei narratori- ha potuto anche costruire e decorare la propria lanterna per arricchire ulteriormente la città che intanto era sorta.

piccoli artigiani

Tutta illuminata, nel buio della luce del parco.

E pronta per accogliere tutti i bambini, tutti insieme, e ascoltare la sesta e ultima storia. Ve la segnalo perché penso che ogni bambino debba ascoltarla: è “La città che sussurrò” di J. Elvgren.

la città

Al termine della serata i bambini erano assonnati ma sereni e appagati. Ed io con loro.

Se mai dovesse giungere loro questo messaggio, ringrazio moltissimo l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari per questa e tutte le altre iniziative che promuove in favore dell’infanzia.

Una società che investe sui bambini è una società sana, che crede nel proprio futuro e nelle potenzialità dei cittadini di domani.

bimbi