Poesia in azione, un’esperienza multisensoriale

“Una prima forma di coraggio consiste nell’esporsi, sia attivamente sia passivamente.” (Simone Weil)

Questa citazione è stata il “seme” che ho pescato due sere fa durante uno degli incontri di “Poesia in azione”. Nel caso non mi fossi riconosciuta nella citazione, avrei potuto cambiare il bigliettino. Però no, questa frase parla proprio di me. Per me.

In realtà è stato tutto l’incontro ad essere particolare, un’esperienza davvero fuori dagli schemi.

Innanzitutto “Poesia in azione” (http://www.poesiainazione.it/): il progetto di Silvana Kuhtz nasce con l’obiettivo di fondere parole e musica, di coinvolgere il pubblico, di invitarlo a sperimentare, a giocare con la poesia. Questo avviene dovunque, nelle location più varie e più inaspettate. Perché la poesia arrivi a tutti e in tanti modi diversi.

Io di poesia so poco. Ho conosciuto Silvana Kuhtz qualche tempo fa e ho iniziato, poi, a seguirla, a interessarmi ai suoi progetti. Tutto questo rientra in quella che è una mia personale e recente apertura all’arte della parola, e quindi all’editoria in generale, e alla poesia.

L’esperienza di “Poesia in azione” dell’altra sera è stata, dicevo, particolarmente nuova.

E spero anche di trovare le parole giuste per parlarne, proprio perché da neofita dell’argomento temo di non riuscire a rendere bene quello vorrei raccontare.

Per la prima volta ho vissuto un’esperienza culturale multisensoriale. Ma multi davvero: tutti e 5 i sensi sono stati coinvolti. Con gli occhi coperti, con la voce suadente di Silvana, masticando un frutto dolce posso asserire con certezza che la mente va altrove, in una dimensione altra rispetto al quotidiano e alla frenesia che lo accompagna. Le parole scandite, il buio, la sensazione di benessere sono quello che più mi è rimasto dentro di quella serata. E la certezza che la poesia, se assunta nei modi e nei tempi giusti, può essere un toccasana per la vita quotidiana.

Il bello è che di Silvana ho potuto cogliere un ardore che, a me, in quel momento, è servito. Che servirebbe a tutti, forse, se leggessimo più poesia e ce ne lasciassimo coinvolgere.

D’altra parte anche Goethe diceva che “Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole.”

Quella di “Poesia in azione” è una performance itinerante per cui, qualora aveste notizia di una tappa vicino a voi, correte a vederla! E salutatemi Silvana! 😉

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