Né padroni né padrini – Martino Cassano

Abstract cartaceo
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Un altro piacevole pomeriggio, il 4 dicembre, trascorso alla Libreria Quintiliano: questa volta per parlare di Martino Cassano.

Il post odierno potrebbe tranquillamente essere soltanto un lungo elenco di complimenti alle persone che organizzano questo genere di eventi, persone per le quali io provo una sincera e incommensurabile ammirazione; dalla Libreria nella persona di Marina Leo, a Luigi Bramato, a Felice Giovine che –ahimè- non conoscevo e che per me è stato una scoperta stupefacente.

E ne parlo davvero con entusiasmo perché trovo conferma, ogni giorno di più, del fatto che Bari sia una città di una ricchezza culturale immensa, una ricchezza inspiegabilmente poco nota e spesso poco valorizzata.

La Libreria Quintiliano, che ospita e promuove questi eventi, svolge egregiamente un ruolo di divulgazione culturale che –ho l’impressione- librerie di ben altra fama non svolgano. Mi piace soprattutto l’idea di sostenere chi si interessa di recuperare la storia locale, i personaggi che hanno reso grande la città.

E, a questo proposito, non posso non parlare di LB Edizioni e di Luigi Bramato, in particolare. Questa giovanissima casa editrice nasce col progetto di recuperare –nella forma dell’e-book- testi antichi custoditi presso biblioteche, archivi e depositi. La linea editoriale prevede la ricostruzione di una storia locale poco nota ai più tramite i tanti piccoli tasselli che ognuna delle pubblicazioni rappresenta.

A me sembra un progetto meraviglioso, non trovo altre parole per definirlo. Sarà che mi appassiona la storia locale da sempre (quella di Bari da meno tempo dato che non è la città in cui sono nata), sarà che trovo fondamentale che ognuno di noi conosca le proprie radici, sarà che è indispensabile sapere da dove veniamo per capire dove andare… Sarà tutto questo ma il progetto per me è bellissimo e va assolutamente portato avanti nel migliore dei modi possibile.

Durante l’incontro in libreria, mi si è aperto un mondo rispetto alla storia dell’editoria barese all’inizio del ‘900, grazie a Martino Cassano e tutti i personaggi che gli ruotavano intorno.

Siamo in un’epoca in cui grandi eventi scuotevano la vita economica e culturale di Bari: l’approdo in città di imprenditori svizzeri, la costruzione del Petruzzelli e dei primi tronconi dell’Acquedotto Pugliese.

E poi il primo sciopero per l’aumento della farina, l’inaugurazione della prima stazione radiotelegrafica con Marconi, la costituzione della Società Elettrica Barese, il centenario della venuta di Gioacchino Murat…

In questo contesto, la città di Bari sentiva l’esigenza di un giornale che non fosse espressione di un partito o di una élite circoscritta. Al rientro a Bari da Roma, Martino Cassano fonda –insieme ad alcuni collaboratori- “La Settimana”, apparso per la prima volta il 15 novembre 1885. “La Settimana” superò quasi subito la media dell’epoca di 500 copie; questo successo spinge Cassano a compiere il grande passo e fondare un giornale quotidiano: il “Corriere delle Puglie” vede la luce il 1° novembre 1887.

Nonostante lo scarso livello di alfabetizzazione della popolazione dell’epoca, il giornale ottiene subito enorme successo, tanto da attirare le ire dei concorrenti: da “Il Mattino” di Napoli, per esempio, che accusa Cassano di avere dei protettori. E la sua risposta è emblematica: “né padroni né padrini”. In effetti il Corriere delle Puglie è un giornale libero, senza alcun aggancio politico. Che riesce a creare una reale opinione pubblica.

Cassano resterà alla guida del giornale fino al 1921, quando lascerà la direzione a Raffaele Gorjux (altro importantissimo personaggio del giornalismo barese) insieme a Leonardo Azzarita.

Morirà a Roma sei anni dopo.

E’ curioso come la Città di Bari non abbia mai omaggiato Martino Cassano dopo la sua morte. Mi auguro che, soprattutto dopo la spinta da parte di LB edizioni, il ricordo di un tale modello di rettitudine morale, onestà e intelligenza ritorni ad essere vivo. Nel mondo del giornalismo ma non solo.

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